Ci racconti in dieci righe la tua prima impressione di lettura?

1922, un punto imprecisato della bassa padana, a ridosso del Po. Una ragazza di nome Dafne, la figlia del signorotto locale, viene trovata morta in un fossato. La nebbia, il fiume, la ghiandaia, la blatta, sanno chi è stato a ucciderla. Il lettore lo scopre pagina dopo pagina, accompagnato dalla scrittura musicale di Luca Ragagnin. Un romanzo che sembra una ballata di Nick Cave o di Mark Lanegan o di P.J. Harvey, dove una pulsazione sorda scuote tutti i personaggi, facendo emergere l’oscurità nascosta dentro di loro. Oppure un dipinto di Bacon, o di Kirchner o di Clemente, dove il pennello dell’autore rende visibile quello che attendeva sotto la tela di essere smascherato. Un romanzo con dentro un altro romanzo. Un racconto scuro che contiene un racconto ancora più scuro, quello delle paure che non sappiamo come affrontare, delle miserie che cerchiamo di nascondere, dei vizi che vorremmo lontani da noi.

Perché consiglieresti di leggere questo libro?

E’ una fiaba che ha la forza della verità.

Definisci questo libro con un aggettivo?

Ipnotico

Pensi sia utile far leggere nelle scuole questo libro?

Un libro perfetto per far comprendere ai ragazzi come il male possa annidarsi anche nelle relazioni sociali, nei rapporti familiari, nelle abitudini consolidate, e sia necessario guardare le cose da lontano, come la blatta e la ghiandaia, per intravedere in mezzo alla nebbia il riflesso maligno della verità.