Brucio Parigi

Bruno Jasienski, trad. Alessandro Ajres
Tamizdat,

11,9922,00

Brucio Parigi è un romanzo futurista che mescola fantascienza, distopia e avanguardia creando un inquietante intreccio che conserva oggi tutta la sua potente visionarie. Brucio Parigi fu ritenuto inaccettabile e Jasieński fu costretto a rifugiarsi nell’URSS, ove diede alle stampe L’uomo cambia pelle. Imprigionato nel 1936, morì in carcere.

Con acquisto min. di 19€ SPEDIZIONE GRATUITA

Svuota
Data di pubblicazione 2019
Formato 13,5x19
Numero di pagine 348
ISBN Cartaceo: 9788833860299 - E-book: 9788833861074

In una società in cui le macchine hanno ormai sostituito l’uomo, un operaio alienato si muove in una Parigi vividamente descritta nella devastazione del  suo paesaggio urbano e umano e coglie l’opportunità di avvelenare l’acquedotto cittadino, scatenando nella popolazione apparentemente cosmopolita una lotta per la salvezza che la divide in fazioni etniche e politiche.
Comunisti cinesi, rabbini, scienziati disillusi, emigrés russi, comunardi francesi e nostalgici della monarchia combattono fra loro per guadagnare la fuga, mostrando le radici xenofobe e conflittuali della decadente società capitalista.

[BRUCIO PARIGI è una rivolta e una rabbia. Ho avuto la stessa sensazione nel leggerlo come ho fatto con “War with the Newts” di Karel Čapek: qualcosa del tipo, perché non è stato stampato e letto in tutti questi decenni? Perché, in effetti, non è uno di quei romanzi europei famosi di cui tutti hanno sentito parlare? Bene, questa volta abbiamo una scusa, poiché abbiamo dovuto aspettare oltre 80 anni per una traduzione in inglese. Non sembra così vecchio: è fresco e vigoroso … – John Self, Asilo] ORA ANCHE IN ITALIANO

Bruno Jasienski

Bruno Jasienski (1901-1938), scrittore e poeta polacco, aderì al futurismo nel periodo tra le due guerre mondiali e ne divenne uno dei maggiori esponenti. Trasferitosi in Francia, si avvicinò al comunismo e le sue opere assunsero un tono esplicitamente rivoluzionario (Piesn o glodzie, “Il canto della fame”, 1922; Ziemia nalewo, “La terra a sinistra”, 1924; Slowo o Jakobie Szeli, “Il canto di J. S.”, 1926). Nel 1928 raggiunse la fama con Io brucio Parigi, che gli valse però anche l’espulsione dal paese e nel 1929 il ritorno forzato in Urss, dove pubblicò il romanzo Czlowiek zmienia skóre (“L’uomo cambia pelle”, 1936) e dove all’attività letteraria affiancò il sostegno politico alle epurazioni di Yagoda contro gli scrittori, di cui però nel 1936 cadde vittima egli stesso. Morì nel 1938 nel carcere moscovita della Butyrka e fu riabilitato solo nel 1956.