La finestra del Prefetto. Mezzo secolo di storia nel paese delle riforme incompiute.

Contrappunti,

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Da una vivace intervista a un servitore dello Stato, il ritratto di un Paese che non sa (o non vuole) cambiare.

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Data di pubblicazione 2011
Formato 14,5/21 carta palatina 85 gr
ISBN 9788896910078

il libro 

Guardando dalla “finestra del Prefetto” ripercorriamo mezzo secolo della storia d’Italia, ritrovando i suoi massimi protagonisti politici sullo sfondo sociale spesso drammatico della quotidianità. Il libro ha il suo fulcro in una lunga intervista dell’inizio degli anni ’80 all’ex prefetto di Torino Giuseppe Salerno, che, fresco pensionato, ricorda i momenti più importanti della sua carriera di alto funzionario pubblico. Il colloquio, anche se talvolta tra le righe, riporta, oltre a gustosi aneddoti, l’inedito punto di vista di un osservatore privilegiato della realtà e del funzionamento dello Stato.

In un momento storico in cui si parla con insistenza di Riforme istituzionali – tema che rimane sottotraccia si può dire da sempre nella politica italiana – il libro lascia al lettore la giustificata sensazione che molte parole siano state spese, ma che nei decenni nulla sia cambiato davvero.

Il libro, corredato da numerose note informative ed esplicative, nella seconda parte offre diversi spunti di riflessione attraverso la citazione e la riproduzione integrale di documenti d’epoca, carte ufficiali, brani e articoli di autori come Luigi Einaudi e Eugenio Scalfari.

 

 

l’autore 

Antonio De Vito, torinese e pugliese, classe 1938, è giornalista dal 1962 (per tutti gli anni Sessanta anche avvocato). Cronista giudiziario e non solo della redazione torinese de «l’Unità» fino al 1969, poi cronista (e inviato) a «La Stampa» fino al 1994. Impegnato da sempre negli organismi sindacali e professionali dei giornalisti, piemontesi e nazionali, attualmente è vicepresidente dell’Unpg e consigliere d’amministrazione dell’Inpgi. Con Miraggi ha pubblicato nel 2010 la raccolta di articoli Stranitalia.

Antonio De Vito

Antonio De Vito, torinese e pugliese, classe 1938, è giornalista dal 1962 (per tutti gli anni Sessanta anche avvocato). Cronista giudiziario e non solo alla redazione torinese de «L’Unità» fino al 1969, poi cronista e inviato a «La Stampa» fino al 1994. Prima e dopo l’istituzione delle Regioni, membro della Gpa della Prefettura di Torino, fino agli anni Novanta. Per decenni negli organismi sindacali e di categoria regionali e nazionali dei giornalisti. Tra i fondatori dell’Ungp, ne è stato vicepresidente per dieci anni. Attualmente è presidente del Gruppo giornalisti pensionati del Piemonte. Eletto per oltre vent’anni all’Inpgi (Istituto di Previdenza dei Giornalisti Italiani): nel Cda dell’ente pubblico, poi nel Consiglio generale dell’Istituto privatizzato, infine nel Consiglio di amministrazione (2008-2012). Ha pubblicato: Torino, insieme nei quartieri (con altri autori, Omega, 1979); Gli enti regionali del Piemonte (con altri autori, Eda, 1980); Stranitalia, Gli anni (st)ruggenti di Prodi e Berlusconi (Miraggi, 2010); La finestra del prefetto. Mezzo secolo di storia nel paese delle riforme incompiute (Miraggi, 2011); Il sovversivo col farfallino, Destinazione Ponza (Miraggi, 2015). Domani verranno l’areoplani. Lettere da un tempo lontano (Miraggi, 2015). Nel 2017 è uscito L'uomo tagliato a pezzi. Delitti e processi dei favolosi anni Sessanta (MIraggi 2017).