Miraggi è sempre una garanzia.
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Mi sono innamorata di questa voce narrante così incredibile, di questa storia così malinconica e per certi versi calviniana.
Fleischmann, il protagonista è un ragazzo orfano che da piccolo viene adottato da uno zio tirchio e senza scrupoli, abita nell’hotel dove lavora come factotum. Sta a 1012 metri sul livello del mare, sul monte Ještěd, dove finisce la terra e comincia il cielo. Veste in modo strano e pensa in modo ancora più strano. 

Visto che si parla di meteorologia, venti, nuvole, leggerlo che perturbazione ha scatenato in te?

Grand Hotel ha scatenato in me un forte temporale che poi ha lasciato spazio a un a pioggia leggera e nel finale a un cielo azzurro e spoglio di nuvole, esattamente in questa sequenza.

Se fosse un medicinale quale sarebbe?

Se Gran Hotel fosse un medicinale sarebbe uno di quei farmaci che non hanno effetto antidolorifico ma che annebbiano la mente. Più che un farmaco direi che questo romanzo somiglia ha un effetto collaterale. Non toglie il dolore ma ti fa perdere la testa in un mondo ovattato e piano di cose troppo strane per essere vere.

Consiglieresti leggerlo ad alta voce e perché?

Io preferisco sempre la lettura intima e silenziosa e nel caso di questo gioiello direi che va proprio assaporato in solitudine magari davanti a un caminetto scoppiettante. Ad alta voce leggerei qualcuno dei dialoghi surreali fra il protagonista e gli altri personaggi che gravitano attorno all’hotel.


Tre aggettivi per descrivere Grand Hotel – Romanzo sopra le nuvole?
I tre aggettivi che secondo me descrivono questo romanzo sono perturbante, onirico e indimenticabile

Ci consigli tre librerie che conosci, di fiducia, che ritieni importanti?

Tre librerie di riferimento dove acquisto io i libri sono Modusvivendi e Prospero Enoteca letteraria a Palermo e i Diari di Bordo a Parma