Ci descrivi in di 10 righe questa tua esperienza di lettura?

“C’è tutto un paese con i suoi poveri, inconsapevoli infelici, che sta attendendo un contorno”. In questa cornice sociale si sviluppa il racconto che Luca Ragagnin ambienta nel paese immaginario di Pontescuro. Un luogo chiuso, ripiegato su se stesso, all’interno del quale i cittadini, sfruttati, repressi nelle loro intenzioni, riversano sugli innocenti Dafne e Ciaccio, davvero liberi, le loro frustrazioni. “Pontescuro” è una storia che ci racconta molto del presente, del nostro presente, abitato da uomini e donne che scelgono piazze virtuali per rigurgitare frustrazioni e solitudini invece di guardarsi dentro. La natura, viva, pulsante e dotata di parola, è testimone di tale violenta frustrazione, mostrando ancora una volta quanto sia pura al contrario dell’uomo, corrotto, dannato e incapace di empatia.

I personaggi socialmente accettati sono quelli più ipocriti: il prete, la perpetua, il fattore, il poliziotto, a conferma di un mondo che corre veloce verso il baratro. Perché, come si legge, se ancora oggi come negli anni Venti, “tutti sanno tutto di tutti, è anche vero che questa particolare condizione consente di proteggere un segreto o un peccato inconfessabile nel nascondiglio migliore: davanti agli occhi dei compaesani, dritto sulle loro facce, come una gelata improvvisa”.

Perché consiglieresti a qualcuno di leggere questo libro?
Perché “Pontescuro” ci guarda negli occhi e ci racconta, con metafore, neanche troppo tali, il presente e ci esorta a superare il qualunquismo, il falso e confortevole senso comune, il disimpegno, la mancanza di empatia.

Definisci questo libro con un aggettivo?
Avvolgente.

Se ritieni opportuno, pensi che questo libro sia utile leggerlo a scuola?
Potrebbe essere utile sollecitare gli studenti in un esercizio di immedesimazione con i personaggi, in un lavoro di confronto con la società presente.

Ci consigli tre librerie che conosci, di fiducia, che ritieni importanti?

Sicuramente La Gang del pensiero, ho ricordi bellissimi de La Feltrinelli di Bari e per dirne una terza per il tour teatrale di Pert, sospeso dopo la prima tranche in Sicilia, direi la Libreria La Paglia di Catania.