di Alessia Alfonsi
“In tarda estate” di Magdalena Blažević, Miraggi Edizioni è un romanzo breve che possiede la densità di una ferita. Non ha bisogno di una struttura complessa o di grandi svolte narrative per lasciare il segno, perché lavora su qualcosa di più radicale: la voce. Ed è proprio questa voce, quella di Ivana, a rendere il libro così potente e difficile da dimenticare.
La scelta narrativa è immediatamente destabilizzante. A parlare è una ragazza di quattordici anni che non appartiene più al mondo dei vivi. La sua è una voce che arriva da dopo, da un altrove che non è mai descritto apertamente, ma che si percepisce in ogni frase. Non c’è compiacimento, non c’è retorica. C’è invece una semplicità disarmante, che rende ancora più violento ciò che viene raccontato.
La vita di Ivana è fatta di elementi minimi, concreti, quotidiani. La campagna, la famiglia, i gesti ripetuti, il legame con l’amica Dunja. Tutto è restituito con uno sguardo limpido, quasi infantile, che però non è mai ingenuo. È uno sguardo che osserva e registra, senza ancora sapere che ciò che vede sta per essere perduto per sempre. Questa tensione tra innocenza e consapevolezza è uno dei punti più forti del romanzo.

Poi arriva la guerra, e non arriva come un evento improvviso e spettacolare. Si insinua lentamente, modifica i rapporti, incrina la normalità, fino a trasformarla in qualcosa di irriconoscibile. La violenza non è mai spettacolarizzata, ma proprio per questo risulta più disturbante. È un male che entra nelle case, nei corpi, nelle relazioni, e che distrugge senza bisogno di essere mostrato in modo esplicito.
La scrittura di Blažević è essenziale, quasi scarnificata. Ogni frase sembra necessaria, ogni parola pesa. Non c’è spazio per l’enfasi, ma solo per una precisione emotiva che colpisce in profondità. Il lirismo di cui si parla non è mai decorativo, ma nasce dalla capacità di dire l’indicibile con pochi tratti, lasciando al lettore il compito di completare il dolore.
“In tarda estate” può essere letto come una favola nera, ma anche come una testimonianza. Non tanto storica, quanto emotiva. Racconta la guerra civile bosniaca non attraverso i grandi eventi, ma attraverso ciò che resta nelle vite delle persone, soprattutto in quelle più fragili. E lo fa scegliendo il punto di vista più vulnerabile possibile, quello di una ragazza che non ha ancora avuto il tempo di diventare adulta.
https://pagead2.googlesyndication.com/pagead/ads?gdpr=1&us_privacy=1—&gdpr_consent=CQiCO8AQiCO8AAKA9AITCYFgAAAAAEPgABCYAAAYeABMNCogjLIgUCBQEIIEACgrCACgQBAAAkDRAQAmDAhyBgAusJkAIAUAAwQAgABBgACAAASABCIAIACAQAgQCBQABgAQBAQAMDAAGACxEAgABAdAxTAggECwASIyqDTAlAASCAlsqEEoGBBXCFIscAggREwUAAAIABQAAID4WAhJKCViQQBcQXQAAEAAAUQIkCKQswBBUGaLQVgScBkaYBk-YJklOgyAJghIyDIhNUEg8UxRCghyA2KWYA6eIKAGXayQh_gAAAAA.IMPtR_G__bXlv-bb36btkeYxf9_hr7sQxBgbJs24FzLvW7JwH32E7NEzatqYKmRIAu3TBIQNtHJjURUChKIgVrzDsaE2U4TtKJ-BkiHMZY2tYCFxvm4tjWQCZ4ur_51d9mT-t7dr-2dzy27hnv3a9fuS1UJidKYetHfv8ZBOT-_IU9_x-_4v4_MbpEm-eS1v_tWtt43d64vP_dpuxt-Tyff7____73_e7X__e__33_-qXX_77____________f__________4AAA.YAAAAAAAAAAA&addtl_consent=2~~dv.70.89.93.108.122.143.149.196.259.323.540.574.737.839.864.981.1051.1092.1095.1097.1205.1276.1301.1415.1449.1570.1577.1651.1716.1765.1870.1878.1889.2072.2253.2526.2568.2571.2575.2677.3112.3290.3292&gpp=DBABMA~CQiCO8AQiCO8AAKA9AITCYFgAAAAAEPgABCYAAAYeABMNCogjLIgUCBQEIIEACgrCACgQBAAAkDRAQAmDAhyBgAusJkAIAUAAwQAgABBgACAAASABCIAIACAQAgQCBQABgAQBAQAMDAAGACxEAgABAdAxTAggECwASIyqDTAlAASCAlsqEEoGBBXCFIscAggREwUAAAIABQAAID4WAhJKCViQQBcQXQAAEAAAUQIkCKQswBBUGaLQVgScBkaYBk-YJklOgyAJghIyDIhNUEg8UxRCghyA2KWYA6eIKAGXayQh_gAAAAA.IMPtR_G__bXlv-bb36btkeYxf9_hr7sQxBgbJs24FzLvW7JwH32E7NEzatqYKmRIAu3TBIQNtHJjURUChKIgVrzDsaE2U4TtKJ-BkiHMZY2tYCFxvm4tjWQCZ4ur_51d9mT-t7dr-2dzy27hnv3a9fuS1UJidKYetHfv8ZBOT-_IU9_x-_4v4_MbpEm-eS1v_tWtt43d64vP_dpuxt-Tyff7____73_e7X__e__33_-qXX_77____________f__________4AAA.YAAAAAAAAAAA&gpp_sid=2&client=ca-pub-8945354104464549&output=html&h=250&slotname=5620140845&adk=1686206910&adf=1604260236&pi=t.ma~as.5620140845&w=300&lmt=1775132056&format=300×250&url=https%3A%2F%2Flibreriamo.it%2Flibri%2Fletture-di-pasqua-12-libri%2F&aiof=9&asro=0&aiapmd=0.0001&aiapmid=1&aiactd=0&aicctd=0&ailctd=0&aimartd=4&aieuf=1&aicrs=1&abgtt=11&dt=1775145220369&bpp=1&bdt=106127&idt=1&shv=r20260331&mjsv=m202603300101&ptt=9&saldr=aa&abxe=1&eo_id_str=ID%3D404aef634bcadc9b%3AT%3D1775134089%3ART%3D1775145078%3AS%3DAA-AfjaNIqkc0vxh5yRHwaizjHMn&prev_fmts=0x0%2C300x600%2C300x250%2C728x90%2C300x250%2C300x250%2C300x250%2C300x250%2C300x250%2C300x250%2C300x250%2C300x250%2C300x250%2C300x250%2C300x250%2C300x250%2C300x250%2C300x250%2C300x250%2C300x250%2C300x250%2C300x250%2C300x250&nras=1&correlator=4268747071942&frm=20&pv=1&u_tz=120&u_his=2&u_h=893&u_w=1728&u_ah=893&u_aw=1728&u_cd=24&u_sd=2&adx=701&ady=21105&biw=2032&bih=1050&scr_x=0&scr_y=19515&eid=95386649%2C31097522%2C95386957&oid=2&pvsid=7383817848962496&tmod=1891696310&uas=3&nvt=1&fc=1920&brdim=0%2C0%2C0%2C0%2C1728%2C0%2C2032%2C1050%2C2032%2C1050&vis=1&rsz=%7C%7CeEbr%7C&abl=CS&pfx=0&fu=0&bc=31&plas=325x992_l%7C325x992_r&bz=1&pgls=CAA.&ifi=66&uci=a!1u&btvi=10&fsb=1&dtd=4
Magdalena Blažević è una scrittrice bosniaca contemporanea, nata nel 1982, e la sua scrittura si colloca all’interno di una tradizione letteraria che cerca di fare i conti con la memoria della guerra nei Balcani. Il suo lavoro si distingue per un uso molto controllato della lingua e per una forte attenzione alle voci marginali, a chi normalmente non ha spazio nei grandi racconti ufficiali. In questo senso “In tarda estate” è un libro emblematico, perché riesce a unire dimensione intima e storia collettiva senza mai forzare il legame tra le due.
“In tarda estate” è un libro necessario perché non cerca di spiegare la guerra, ma di farla sentire. Non offre risposte, non consola, non chiude. Rimane sospeso, come la voce che lo attraversa. Ed è proprio in questa sospensione che trova la sua verità più profonda.
QUI l’articolo originale: https://libreriamo.it/libri/letture-di-pasqua-12-libri/


