Fleischman, nato il 21 settembre 1973, vive e lavora come tuttofare nell’hotel sulla collina. È un uomo solitario che ha subito diversi traumi e per questo è seguito da una psicologa, inoltre è pieno di manie e con una passione maniacale per la meteorologia. Fleischman racconta la sua storia perché glielo ha chiesto la dottoressa. Per 217 pagine il lettore diventa una specie di amico invisibile di Fleischman con cui lui condivide i pensieri e la sua visione della realtà e racconta la sua storia o meglio, le diverse versioni della sua storia. Di fianco a lui si muovono personaggi memorabili come Jégr, il proprietario dell’hotel o Franz un anziano ospite che coinvolge Fleischman nella sua missione e Ciuffo, un vecchio compagno di scuola di Fleischman. Ci sono poi Zuzanna che lavora in hotel e Ilja la ragazza di Ciuffo con cui Fleischman ha un rapporto complicato.
La storia è contemporaneamente avvincente e piena di nostalgia ed è narrata con ritmo.

Quale momento della storia, se c’è, hai fatto tuo? C’è qualcosa in cui ti sei riconosciuta?
Il “click” è scattato a pagina 16: […] il Torino vince contro il Manchester United con lo sbalorditivo punteggio di 4:0. Ecco, ho pensato, in questa storia ci sarà una forte componente epica.

Se fosse un farmaco questo romanzo cosa sarebbe? E pensando al suo bugiardino potresti indicarne la posologia?
Immunostimolante, da prendere in un’unica soluzione.

D’ora in poi vivrai il meteo in modo diverso? Guarderai di più il cielo ed i venti?
Il meteo è una cosa fatta di numeri, che non amo e di cui non riesco a vedere la poeticità. Continuerò a non guardarlo e a farmi sorprendere la mattina da quello che vedo dalla finestra.

Descrivi questa storia con 3 aggettivi?
Autistica, nostalgica, ventosa.

Tre librerie che sono il tuo riferimento per gli acquisti e che consigli?
Le mie tre librerie sono: Pantaleon, Trebisonda e la Gang del pensiero.