Dieci righe non basterebbero a descrivere Uno di noi, il nuovo romanzo di Daniele Zito, a meno che non si cerchi di comprimere il petto e si miri subito all’obiettivo, la straordinaria capacità linguistica dell’autore, le possibilità che riscopre con l’uso di strutture evidentemente “Fuori uso”, fuori dalla norma, che poco o niente spazio troverebbero oggi sul mercato.

L’uso della tragedia greca come arma di tensione, come struttura che avvicina e ti tiene sotto minaccia per tutta la durata della lettura, e tu non puoi, ma già immediatamente non vuoi sottrarti a quest’arma insolita che ti tiene attento agli sviluppi.

La trama è presto detta, come scritto sulla quarta e sul sito dell’editore: Quattro amici di vecchia data, alla fine di una partita di calcetto, decidono di dare fuoco a una baraccopoli. Lo fanno così, senza una ragiona precisa, spinti dall’euforia del momento. Purtroppo, il loro gesto si trasformerà in tragedia.
Il drammatico evento lascia su tutti i personaggi coinvolti tracce indelebili, Uno di noi ne è il resoconto, senza escludere nessuno, né le vittime, né i carnefici.

Brutto scoprire che ognuno di noi è Uno di noi.

Sappiamo bene che ogni medicinale ha una posologia, questo come   dovrebbe essere assunto secondo te?   Posologia: Una lettura al giorno, due capitoli, da ripetersi fino alla guarigione.

Ogni nostro lettore ambasciatore ha una libreria di riferimento la tua qual’è nella città in cui risiedi? O ce ne sono più di una?   Le mie tre preferite a Cagliari: UbiK via Sonnino, Bastione Piazza Costituzione e Mieleamaro via Manno

Ci racconti un aneddoto che ti lega all’autore?   Per il compleanno la moglie mi ha chiesto un video di auguri, e io l’ho registrato seduto al cesso. Credo abbia gradito lo sforzo.

Tre aggettivi per descrivere UNO DI NOI?  Necessario, Forte, Sconvolgente.