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Omissis (Oпущенные подробности)

Traduzioni di Massimo Maurizio
Collana: janus|giano

16,00

Il mondo di Chanin è una sorta di antiutopia, «dolce, agrodolce, ma tant’è»; l’aspetto utopico di questa lirica deriva dall’affidarsi in maniera totale alla lingua e alle sue proiezioni, non tanto per fiducia, quanto piuttosto perché è un appiglio meno effimero della realtà.

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Data di pubblicazione 2018
Formato 13,5x19
Numero di pagine 144
ISBN 9788899815707

Le sperimentazioni linguistiche di Semën Chanin addivengono a una timida esplorazione del mondo esterno, rappresentano un’investigazione incerta e circospetta di una realtà che si sa non poter penetrare fino in fondo. L’incessante lavoro con la lingua definisce una serie di giocosi mondi effimeri, interiori, che emergono come uniche realtà alle quali appigliarsi. La dimensione metalinguistica del mondo poetico di Chanin si basa sui dettagli minori, marginali e quindi solitamente trascurati, la cui interazione dà però luogo a un microcosmo personale, ordinario soltanto in apparenza, che a uno sguardo approfondito si rivela tuttavia paradossale, fragile, talora commovente o buffo, ma sempre generato dallo stupore nei confronti dei dettagli e da una capacità di osservazione estremamente individuale.
[Massimo Maurizio]

 

Semën Chanin

Semën Chanin (Riga 1970) è l’ipostasi poetica di Aleksandr Zapol’, traduttore e divulgatore in lingua russa della poesia lettone. Semën Chanin non è però soltanto uno pseudonimo, ma un’identità linguistica differente, che descrive la linea che separa il traduttore dalla lingua (e dalla cultura) lettone dal poeta russofono cresciuto e formatosi al di fuori della Russia. È fondatore e membro del gruppo poetico Orbita (1999)