Laura Angeloni si è occupata della traduzione di “Nozioni di base”, che esce per la prima volta in Italia. Il volume di Petr Kral era stato pubblicato nel 2005 da Flammarion, in francese. Miraggi lo propone nella collana Tamizdat in una versione tradotta dall’originale ceco, un lavoro portato a termine da Angeloni dopo un inizio per lei fuori dell’ordinatio: “E’ stato un libro insolito rispetto a ciò che abitualmente traduco perché non l’ho proposto io per prima – racconta –. Infatti non conoscevo né Kral né quanto ha scritto. Per una volta non ho dovuto battermi per un libro, questo mi è letteralmente piombato addosso. Ed è anche stata la prima volta in cui affrontavo un testo non narrativo. Kral ha scritto sue sensazioni frammentarie, di differente lunghezza. Possono essere di due pagine oppure di poche righe. E si è trattato di una difficoltà in più, perché non c’è un plot da seguire: ogni volta devi ricominciare, ogni volta devi affrontare nuovamente un argomento. All’inizio ho fatto molta fatica, ho scoperto il senso di “Nozioni di base” alla seconda stesura e ci sono entrata dentro”.

Ci sono state altre difficoltà?

“Kral nasce come poeta ed è un surrealista, anche in queste prose. Per lui il linguaggio ha grande importante e per questo la traduzione si è rivelata un lavoro certosino, parola dopo parola, alla ricerca del ritmo e della musicalità”.

L’inizio è stata di “non conoscenza”. E la fine?

Alla fine mi è piaciuto. E’ un periodo in cui personalmente rifletto molto proprio su quello che è il messaggio principale del libro: vivere momento per momento, non sfuggire l’attimo che ti si propone davanti. E’ decisivo quando, come me, hai tre figlie da crescere. “Nozioni di base” è poesia delle piccole cose, che sembrano insignificanti e invece non lo sono, ti aiuta a scoprire un mondo anche dietro un semplice gesto. Penso a quando Kral racconta il momento del caffè, il taglio di una cipolla oppure la sua passione per i treni, il modo in cui si abbandona a fantasticare sulla vita di passeggeri che vedi una volta soltanto e poi non incontri più. Chi di noi non lo ha mai fatto? E’ un libro che parla di cose eterne”.

E come occorre leggerlo?

Lentamente, non in un solo fiato dall’inizio alla fine, anche se è corto. Lo devi prendere in mano a seconda di come stai o di come vivi. E’, in fondo, come un libro di poesie. Dai il tempo a ciò che leggi di depositarsi e vedrai che tante cose ti verranno in mente dopo”.