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L’anno del gallo

Traduttore: Laura Angeloni
Collana: NováVlna

12,9924,00

IN LIBRERIA DAL 24 MAGGIO

«… un libro potente, leggibile, spiritoso, duro e decisivo» Vojtěch Varyš, Unborn.cz

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Data di pubblicazione 2021
Formato 13,5x21
Numero di pagine 416
ISBN Cartaceo: 9788833861876 - E-book: 9788833861890

Leggi qualche pagina da l’anno del gallo


È il 2005 e in Cina corre l’anno del gallo, il segno zodiacale di Tereza Boučková, autrice e protagonista. Secondo l’astrologia cinese quando ricorre l’anno del proprio segno zodiacale non saranno mesi facili. Per la scrittrice è infatti l’anno in cui la sua famiglia, definitivamente, si disintegra. Tereza Boučková ha adottato due bambini, in seguito ne ha partorito un terzo. I due bambini sono entrati nella sua vita da piccolissimi, accolti nella convinzione che l’amore e il profondo affetto avrebbero portato al superamento di ogni difficoltà. Ma i due ragazzi, arrivati alla pubertà, sfuggono al controllo dei loro genitori, vivono senza regole, commettendo furti persino in casa, innescando una miccia esplosiva di azioni e reazioni in cui si trovano coinvolti tutti i membri della famiglia, senza possibilità di fuga. 

L’anno del gallo è la storia di una disillusione, quando ogni tentativo, ogni sforzo, sembra fallire, e l’autrice racconta e riflette, ora con lucidità, ora con disperazione, sui motivi e le cause che hanno contribuito a frantumare il suo sogno e a precipitarla in una crisi che coinvolge ogni sfera della sua esistenza. La Boučková si sente fallita come madre, come moglie, come artista. E si interroga dolorosamente, senza nulla risparmiarsi. Quali errori ha commesso, avrebbe potuto in qualche modo evitare quel baratro? Oppure aveva ragione chi le sconsigliava l’adozione, perché ai geni non si sfugge, perché quei ragazzi avevano una sorte predestinata? Un libro prorompente e toccante che ha suscitato grande scalpore e provocato accesi dibattiti e discussioni sull’adozione.

Laura Angeloni

Tereza Boucková

Nata nel 1957 a Praga e figlia del noto scrittore e drammaturgo Pavel Kohout, appena presa la maturità firmò la Charta 77, precludendosi così definitivamente la possibilità di proseguire gli studi già compromessa dall’essere figlia di un dissidente. Ha lavorato come donna delle pulizie, come postina, portiera, cominciando a pubblicare, alla fine degli anni ’80, i propri racconti in riviste samizdat. Oggi scrive romanzi, sceneggiature, articoli per giornali e riviste.