
Leggi qualche pagina da ricucendo la memoria…
«Sono le 3.37 di notte e il protagonista del romanzo riceve una telefonata da sua madre, che gli comunica che suo nonno è morto. La notizia agita la marea dei suoi ricordi facendo tornare a galla il suo sé bambino e poi adolescente, a cui il narratore si rivolge in seconda persona, ripercorrendo la sua storia e insieme quella dei suoi familiari, nel tentativo di venire a patti col dolore che ancora prova. Emergono così episodi di bullismo, la difficile accettazione della sua omosessualità, le difficoltà in famiglia, i problemi di alcolismo del nonno. Ma, come un raggio di luce, anche l’amicizia con Marián, suo compagno di classe, che si sviluppa poi in un’acerba relazione amorosa, offrendo al protagonista un fragile appiglio di salvezza.
Ricucendo la memoria è un romanzo di formazione, sensoriale e perturbante, dove polvere, acqua e luce diventano simboli ricorrenti di ferite e rivelazioni, ma soprattutto è un romanzo sulla memoria, sulla sua frammentarietà e inaffidabilità. Una memoria che non procede in linea retta, ma si scompone e ricompone, inganna e illumina, in una catena infinita di immagini e associazioni mentali solo apparentemente sconnesse.
Marek Torčík, che si ispira alla propria storia, scrive con l’urgenza dirompente di chi ha bisogno di raccontarsi ed essere ascoltato, ma il suo è un talento da poeta e il suo stile è intenso e allo stesso tempo pieno di grazia.
Ricucendo la memoria è una storia di formazione potente e necessaria: il racconto di chi cresce ai margini e tenta di salvarsi in un mondo incapace di accogliere. Un romanzo profondo sull’infanzia difficile, sulla perdita e sulla possibilità, sempre faticosa, di emanciparsi dal peso del passato.»
Laura Angeloni







