Culhwch

Golem,

16,50

Le avventure del cuginetto di Artù, in un viaggio iniziatico picaresco, comico, fangoso, pepato e romantico attraverso un Galles leggendario e improbabile. 

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Data di pubblicazione 2010
Formato 14,5/21
Numero di pagine 152
ISBN 9788896910047

 

Nel mitico Galles dell’anno Mille, il giovane e sprovveduto Culhwch è vittima di una perfida maledizione: può innamorarsi solo di Olwen, la donna più bella del mondo, figlia del capriccioso gigante Yspaddadden. Il gigante impone al nostro eroe – allevato da una madre sognatrice a una vita tutt’altro che avventurosa – una serie di bizzarre prove. Suo malgrado, Culhwch affronta cavalieri neri, partecipa a epiche battaglie e incontra Dio, forte dell’aiuto del cugino Artù (sì, il re!) e accompagnato dal buon Peredùr, cavaliere che sogna una volta tanto un’avventura come si deve (vale a dire cavalleresca non soltanto nel senso che si svolge a cavallo…).

L’Autore rivisita con surreale umorismo ed eroica incompetenza un’autentica leggenda gallese, affidando all’inetto Culhwch un messaggio universale: che la vita se ne frega di ciò che sappiamo o non sappiamo fare.

Andrea Roncaglione

Andrea Roncaglione ha scritto per il teatro («La Chioma di Berenice», «Stream of consciousness», «Finisce con matite», «Bestiario», «Avrei preferito essere Jacques Cousteau», «Guerrilla») e ha pubblicato il romanzo breve «Storia del duo chitarra e voce – triste – Andrea & Andrea» (Seed 2008), il romanzo – già più lungo, ma ci ha messo dei disegnini scemi per allungarlo – «Culhwch» (Miraggi 2010) e «La chioma di Berenice» (che è questo qui, ed è il più lungo in assoluto della sua produzione, non ci sono neanche i disegnini). Oltre a crepare d’invidia per quelli che scrivono romanzi dalle seicento pagine in su, ultimamente – in ambito teatrale – lavora e collabora quasi soltanto con coreografi e danzatori, per cui ama definirsi “danzaturgo” (qualunque cosa significhi).