di Loredana La Fortuna
“Abitare è un modo speciale dell’avere. A furia di avere qualcosa, l’abitiamo, diventiamo suoi”. Inizia con una citazione di Giorgio Agamben il libro Io e loro di Elena Pugliese, una raccolta di testi brevi nata dalla trascrizione di audio-racconti in cui mensole, cartoline, ricordi e oggetti vari si trasformano in dispositivi narrativi potenti, capaci di svelare il lato imprevisto del reale. Tornano in questo volumetto alcuni temi che da tempo attraversano la ricerca artistica e letteraria dell’autrice, concetti come il lascito, la memoria materiale, il rapporto tra persone e oggetti. In Io e loro, infatti, gli oggetti sono raccontati come mentori, testimoni, giudici, compagni di viaggio, figure silenziose che accompagnano la vita umana fino a quando il loro significato non si consuma e si trasforma. Custodiscono storie, eredità, abitudini, piccole ossessioni che si insidiano negli spazi apparentemente innocui del quotidiano. Non è tanto, dunque, la loro materialità ad interessare, quanto le memorie che trattengono, le vite che li hanno attraversati, le identità che continuano a costruire.
“Ci sono stati anni in cui avevo la netta sensazione che i miei oggetti mi aspettassero a casa. Quando tornavo, tornavo da loro. […] Per anni hanno dettato la legge, i ritmi, le consuetudini, mi hanno addomesticato, hanno fatto di me ciò che volevano”. Ma questo accade fino a quando un indeterminato protagonista sceglie di ricollocarli, di dare loro nuove funzioni, di stravolgere le loro nature. E così il domestico diventa inquietante, il familiare si scopre estraneo e le pagine scorrono attraverso piccole epifanie che ricordano come l’ordinario sia spesso il luogo più fertile per l’imprevedibile. Attraverso una scrittura che si muove continuamente tra reale e immaginario, succede allora che una raccolta di racconti, oggetto dopo oggetto, si trasforma in una riflessione poetica sul modo in cui abitiamo il mondo materiale.
“E con premeditazione avrei preso quella FORCHETTA impugnandola come un coltello”.
“Lo vedevo di schiena soffiare sulla TAZZA fumante”.
“Ho tante PRESINE, le ho messe tutte in un cassetto. Non le uso mai, per me la presina è un oggetto troppo triste”.
“Ma io non sorrido, perché sono troppo occupato a trovare una posizione su questo DIVANO”.
“Sono stato fortunato ad avere un ORSETTO che di notte non mi ha mai lasciato solo”.
“Era il VASO di cristallo, quello pesante, preziosissimo, che non ho mai potuto tenere in mano”.
“Passa tutto. Tutto passa. Passa tutto. Basta che mi metto comodo su quella SEGGIOLA, chiudo un po’ gli occhi e uno via l’altro, passa tutto”.
“Il bello di questa FOTOGRAFIA è che non si sbiadisce mai”.
“Se non faccio attenzione questo SAPONE mi porta via”.
“Quando vado che torno, mentre pedalo, fa un po’ più freddo, è un po’ più giorno”.
Attraverso racconti più lunghi o brevissimi gli oggetti quotidiani si comportano come lenti d’ingrandimento cui osservare tutto ciò che normalmente resta invisibile: il peso delle eredità, la fragilità dei legami, il bisogno di attribuire significato alla materia che ci circonda.
L’originalità di questo libro sta proprio in questo: gli oggetti si comportano come testi da leggere, interpretare, tradurre. E, come tutti i testi, possono essere fraintesi, riscritti, persino traditi. Cambiano significato a seconda di chi li guarda, del tempo che li attraversa, delle storie che vi si depositano sopra. Una forchetta, una fotografia, una tazza o una seggiola non custodiscono un senso definitivo ma lo generano continuamente nell’incontro con chi li usa, li ricorda, li immagina.
E allora forse Elena Pugliese parla di oggetti solo in apparenza. In realtà racconta quel territorio instabile e fertile in cui materia e memoria si incontrano, dove le cose diventano narrazione e le persone si scoprono, a loro volta, raccontate dalle cose.
Perché il senso ultimo non abita né nei soggetti né negli oggetti, ma nello spazio di relazione che li unisce, quel luogo invisibile in cui, ogni giorno, impariamo ad abitare il mondo e a essere abitati da esso.
QUI l’articolo originale: https://www.exlibris20.it/io-e-loro-elena-pugliese/?sfnsn=scwspmo&fbclid=IwdGRjcAThhU9jbGNrBOGEJnBkb2YFZXh0bgNhZW0CMTEAc3J0YwZhcHBfaWQMMzUwNjg1NTMxNzI4AAEe3qaudaN8MNmiCWkTm-QLq2jzxNe2KkdrfhbAQuafyvvwwDSoPKjFmWhFclc_aem_EaxDJOXC-r2OlTIhYz3PLw

