di Gian Luca Favetto

Nel volume di 400 pagine pubblicato da Miraggi Edizioni tra saggi, documenti e fotografie, si ricostruisce il percorso intellettuale, le contraddizioni e l’attualità dell’autore al di là della sua immagine.

La faccia in copertina viene fuori come un pugno, una faccia pugnace, la fronte aggrottata, lo sguardo severo, intenso, capelli bianchi, maglione nero, mani in primo piano che si intrecciano. Dietro, una ringhiera. Dietro ancora, quello che sembra un tetto. È una foto scattata a Roma quarant’anni or sono. In alto, il titolo: Kundera without Kundera, “Kundera senza Kundera”. Ma eccome se qui dentro c’è Milan Kundera (Brno 1929 — Parigi 2023), il grande mistificatore, colui che attraverso la letteratura si è reinventato la vita. 

C’è con i fatti, le parole, le interviste, c’è con i suoi disegni e le fotografie, c’è con la sua vita, le sue opere e le sue omissioni. Un volume di 400 pagine, con più di 500 immagini fra disegni, fotografie, documenti, pubblicato da Miraggi Edizioni, a cura di Alessandro Catalano, docente di Letteratura ceca all’Università di Padova, e Alessandro Metlica, che sempre a Padova insegna Letterature comparate e Letteratura e cultura visuale.

«È il coronamento di ciò che Miraggi fa da una decina d’anni con l’unica collana italiana dedicata alla letteratura ceca — spiega Alessandro De Vito, una delle anime della casa editrice torinese — Oltre all’interesse personale, poiché mia madre è ceca, mi interessa creare un ponte europeo fra le due culture che mi hanno formato, quella italiana e quella ceca. Per questo mi sento profondamente europeo. E quando è arrivata la proposta dell’Università di Padova di pubblicare il libro, mi sono detto: chi meglio di Kundera è un autore veramente europeo? Mette insieme spirito e cultura ceca con spirito e cultura francese, avendo vissuto la sua vita fra questi due paesi». 

Il volume è diviso in tre parti. La prima illustra la figura dell’autore dell’“Insostenibile leggerezza dell’essere”, il suo pensiero, la sua idea di letteratura, la ricerca sul e del romanzo durata sessant’anni, nonché il suo essere praghese ed europeo. Nella seconda sono raccolti diciotto saggi di altrettanti studiosi che spaziano dall’idea di romanzo universale ai film cechi tratti dalle sue opere, dai lavori teatrali alle analisi cromatiche dei suoi libri, dal rapporto con lo scrittore statunitense Philip Roth ai personaggi femminili nei suoi primi testi in prosa. La terza raccoglie una esauriente cronologia. 

«È un tentativo di ripensare e inquadrare il percorso di Milan Kundera attraverso ciò che ha scritto — spiega Alessandro Catalano — a partire dal periodo ceco, quello che va dal 1953 al 1973, di cui ben poco si sa. È un autore che si interfaccia benissimo con le nuove generazioni, conserva una enorme capacità di parlare al nostro presente. Riesce a dare ai personaggi e alle storie un carattere universale. Peraltro, si è sempre saputo che aveva una passione per le mistificazioni, ma avere scoperto, studiando i documenti, l’estensione del suo mistificare è stata una vera sorpresa».

Figlio di un progetto dell’Università di Padova realizzato lo scorso anno (una mostra, una rassegna cinematografica, un allestimento teatrale e un convegno), Kundera without Kundera è un libro unico, una sorta di catalogo, di enciclopedia attorno a un’opera e al suo autore. «C’è una strana frizione — nota Alessandro Metlica — tra la fama di Kundera come uno dei più importanti autori del Novecento europeo e gli scarsi studi a lui dedicati. Questo è il primo libro che prova a riconsiderare tutta la sua carriera di scrittore senza l’influenza e il rigido controllo che lui stesso ha esercitato sulla diffusione e lo studio della sua opera». Un lavoro approfondito che in quarta di copertina riporta un pensiero di Kundera. Suona come monito e incoraggiamento ai naviganti del tempo presente: «Lo spirito del romanzo è lo spirito della complessità. Ogni romanzo dice al lettore: “Le cose sono più complicate di quanto tu pensi”. È questa l’eterna verità del romanzo, sempre meno udibile nel frastuono delle risposte semplici e rapide che precedono la domanda o la escludono».

Come viatico, infine, per affrontare questa lettura, tre titoli imperdibili consigliati dall’editore e dai due curatori. Nell’ordine: “La vita è altrove”, il romanzo che descrive lo slancio rivoluzionario, ma avverte il rischio che poi si finisca nel totalitarismo; “Lo scherzo”, il libro che racconta lo stalinismo con le arti della letteratura, riuscendo a illuminare la Storia pubblica attraverso una privata vicenda d’amore; e i racconti di “Amori ridicoli”, dove, secondo l’amico americano Philip Roth, c’è il vero Kundera, ironico e autoironico.

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