La notte dei botti

Scafiblù,

14,00

Appartenente al Gruppo Letterario 93 con Mariano Bàino, Lello Voce, Lorenzo Durante, Gabriele Frasca, Marcello Frixione, Tommaso Ottonieri.
Amico e collaboratore di Nanni Balestrini e fondatore della rivista «Baldus».

Un romanzo profetico sulla notte della repubblica, scritto più di trent’anni fa, che resta profetico anche mentre vediamo quelle previsioni avverarsi. Cercando di capire che cosa sia accaduto nella “Notte dei botti”, un’umanità slabbrata e paradossale è costretta dalle autorità – è un golpe? c’è notizia di resistenti, c’è euforia – nello spazio chiuso di un autogrill che diventa un girone infernale postmoderno. L’unico a fuggire è il «protagonista strano, Scriba, che andava in autostrada con la bicicletta, armato solo dei suoi sensori e della sua inutile preveggenza. Per me l’allegoria della letteratura in quel passaggio così difficile per il nostro Paese…»

Data di pubblicazione 2018
Formato 13,5x19
Numero di pagine 144
ISBN 9788899815639

«Su La Notte dei Botti posso dire semplicemente che fu per me l’occasione per mettere su carta quanto temevo stesse accadendo o stava per accadere in Italia. Di qui il genere, in bilico tra fantascienza, fantapolitica e catastrofico…»

Un romanzo profetico sulla notte della repubblica, scritto più di trent’anni fa (1994-97), che resta profetico anche mentre vediamo quelle previsioni avverarsi. Cercando di capire che cosa sia accaduto nella “Notte dei botti”, un’umanità slabbrata e paradossale è costretta dalle autorità – è un golpe? c’è notizia di resistenti, c’è euforia – nello spazio chiuso di un autogrill che diventa un girone infernale postmoderno. L’unico a fuggire  è il «protagonista strano, Scriba, che andava in autostrada con la bicicletta, armato solo dei suoi sensori e della sua inutile preveggenza. Per me l’allegoria della letteratura in quel passaggio così difficile per il nostro Paese…».

La scrittura visionaria di un grande autore, tra Ballard e Gadda, che mescola l’alto e il basso, gioca col tempo e con lo spazio, moltiplica i punti di vista e cantilena le sue ripetizioni creando un’atmosfera chiusa e ossessiva.

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Un libro che già nel ’94 avrebbe dovuto essere pubblicato da Feltrinelli. Questo il racconto di Cepollaro stesso:

«Una volta ultimato il libro, lessi il primo capitolo de La Notte dei Botti  al convegno Ricercare 94, a Reggio Emilia. L’allora direttrice editoriale di Feltrinelli, dott.ssa D’Ina, si congratulò e mi chiese in visione il dattiloscritto. C’era, all’interno di quel convegno, l’ostilità di Renato Barilli che preferiva soluzioni più facilmente commercializzabili, più facilmente leggibili. E c’era chi caldeggiava il mio lavoro, come Cataldi o Luperini, preferendo una ricerca meno compromessa con le esigenze di mercato e più dipendente da scelte etiche ed artistiche di fondo. Alla fine la dott.ssa D’Ina mi scrisse una breve lettera in cui mi faceva una domanda quasi naïve: «ma come fanno i lettori?» E così il libro non fu pubblicato da Feltrinelli. Uscirono invece dei capitoli in un’antologia di Zona Editrice e di una rivista milanese, «Appunti dal presente».

«Ma come fanno i lettori?» I lettori possono leggere, questa è la risposta, e un motivo necessario e sufficiente per la pubblicazione.