Ho scorto il mio viso

Traduzione di: Elisa Bin
Collana: janus|giano
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«E altre cose infinite che lascio per non essere prolixo…» [A. Pigafetta]

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Data di pubblicazione 2026
Formato 13,5x19
Numero di pagine 128
EAN Cartaceo 9788833863290
EAN eBook 9788833863269
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Leggi qualche pagina da Ho scorto il mio viso…


« È sempre più arduo spiegare
che navigando sempre in avanti
ritorneremo a dove siamo partiti ».

L’8 settembre 1522, dopo un estenuante viaggio di tre anni, « l’ultima nave della grande flotta di Magellano, stremata fino all’osso, / gravata da chiodi di garofano, / diciotto uomini / e dalla notizia / che la Terra non ha limiti, e perciò non ha posa » arrivò a Siviglia, in Spagna.
Scritta cinquecento anni dopo, la raccolta prende spunto e ispirazione dalla prima circumnavigazione del globo di Magellano, e dalla cronaca che ne fece Antonio Pigafetta.
Quaranta poesie e una composizione più ampia delineano i tratti magnifici e folli, opprimenti e tragicomici di un viaggio immaginario, che ricorda quello della celebre nave medievale dei folli. Un viaggio che è insieme scoperta e conquista, ma è anche privo di direzione e senso, diventando così una metafora universale del comportamento umano nella sua spudorata crudeltà, un grottesco tentativo di scoprire il mondo e di salvare almeno le rovine della propria dignità.
Un’opera poetica affascinante, in cui scoprire che necessariamente andando avanti si torna al punto di partenza, che consente di vedersi in un modo nuovo: « Ho scorto il mio viso /ho scorto il mio viso tante volte / da dover fare un passo indietro ».

Autore/i

Petr Hruška

Petr Hruška nasce a Ostrava, nel nord della Moravia, nell’allora Cecoslovacchia, nel 1964, e qui vive. La sua ormai lunga e importante carriera poetica, che ne fa uno dei nomi più rappresentativi della poesia ceca contemporanea e uno dei più popolari, conta più di dieci raccolte, a tratti tradotte già in italiano (Le macchine entrano nelle navi, Valigie rosse 2014). Hruška è noto anche come critico, per le sue recensioni e per i saggi letterari, e per una ricca attività su rivista. Talvolta partecipa anche programmi culturali radiofonici e televisivi. Era amico e primo lettore dello scrittore Jan Balabán, anche lui di Ostrava, morto nel 2010 e pubblicato da Miraggi nella collana di letteratura ceca NováVlna (i romanzi Chiedi a papà e Dove è andato l'angelo). Di Hruška, nel 2021 Miraggi edizioni ha tradotto la raccolta Volevamo salvarci.


Traduzioni

Elisa Bin

Elisa Bin è nata a Tolmezzo (Udine) nel 1993. Dopo essersi laureata in Letteratura Russa nel 2016, decide di dedicarsi anche allo studio del ceco nella laurea magistrale. Nel 2017 dopo un laboratorio universitario contribuisce alla raccolta poetica Il soggiorno breve delle parole traducendo poesie di Petr Hruška. Tra il 2017 e il 2020 vive a Brno, dove approfondisce gli studi linguistici e lavora come lettrice di lingua italiana. Nel 2019 si laurea in letteratura ceca con la professoressa Anna Maria Perissutti, con una tesi sull’uso della strumentazione fonica nella poesia di Zbyněk Hejda. Nel 2020 è vincitrice del Premio internazionale di traduzione Susanna Roth. Attualmente lavora come insegnante di sostegno di inglese a Udine